ALTOMARE, DONATO ANTONIO (1506?-1566?)
De medendis febribus ars medica [...].
In 4to (cm 21), pergamena floscia coeva con tracce di laccetti sui piatti, nervetti passanti, dorso restaurato con titolo manoscritto parzialmente conservato, primo foglio di guardia con strappo, ultimo f. con appunti manoscritti intorno ai modi di curare le febbri. Lieve alone all'angolo superiore, peraltro genuino esemplare. Frontespizio con marca tipografica (ripet. in fine) e nota di possesso ms., capilettera xilogr., pp. (16), 461, (3). Seconda edizione (la prima nel 1562) di questo trattato sulle febbri di Donato Antonio Altomare, medico, filosofo e farmacologo napoletano, coetaneo e maestro di G.B. Della Porta. Studiò diritto per poi dedicarsi alla medicina, seguace della scuola classicistica ispirata alle dottrine di Ippocrate e Galeno, ma fu anche legato ai circoli valdesiani ed ebbe per questo problemi con l'Inquisizione. "Fu Altomare un saggio pratico, fido seguace d'Ippocrate e di Galeno, de' quali adottò le più sane dottrine, ed esimio ragionatore, per cui merita distinto seggio fra que' pochi Medici filosofi, che sostennero con coraggio la medicina d'osservazione ..." (N. Morelli di Gregorio, Biogr. degli uomini illustri del Regno di Napoli, Napoli 1820, p. 54). Fu il primo a dimostrare che la manna di Calabria è un frutto e non una specie di rugiada, come si riteneva (De mannae differentiis, Venezia 1562). Adams A-832; Wellcome I, 252.
Venezia, Marco De Maria 1569
€ 900,00